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PALESTRA E SCOLIOSI: tra falsi miti ed allenamenti consigliati

• “Posso fare palestra se ho la scoliosi?”
• “Posso fare lo squat o lo stacco da terra?”
• “Vorrei allenarmi con i pesi ma ho paura di danneggiare ancor di più la mia schiena”

Partendo da queste domande, a cui troveremo risposta alla fine, facciamo il punto su cos’è la scoliosi, la sua relazione con il mondo dei sovraccarichi e se esiste un punto di incontro tra i due.

Cos’è la scoliosi?

La scoliosi è una complessa deformità strutturale della spina dorsale caratterizzata da alterazioni lungo tutti e tre i piani dello spazio.
In parole più semplici è un’anormalità della colonna che non si presenta allineata in visione posteriore, superiore e talvolta laterale.

Iniziamo col dire che questo articolo è rivolto ai giovani adulti (…e meno giovani) che si approcciano all’allenamento in palestra o che si allenano già.

• Nei bambini ed adolescenti invece?
Nei bambini e negli adolescenti con scoliosi sono solitamente tre gli strumenti a disposizione in base alla gravità della curva:

1. esercizio correttivo o fisioterapia (scoliosi lievi tra 10 e 25 gradi)
2. corsetto (scoliosi più gravi tra 20 e 40 gradi)
3. operazione chirurgica (scoliosi molto gravi tra 40 e 50 gradi) (Bettany-Saltikov, 2017).

Le evidenze scientifiche più recenti supportano e incentivano l’esercizio terapeutico come terapia utile a contrastare l’evoluzione della scoliosi, preferendolo all’intervento chirurgico nei casi non gravi, e da associare eventualmente all’utilizzo del corsetto (Negrini, 2003; Bettany-Saltikov, 2017; Weiss, 2006; Yaman, 2014; Weiss, 2016; Berdishevsky, 2016).
Analizzando gli studi, ciò che balza all’occhio è che l’obiettivo raggiunto è spesso legato al rallentamento della progressione della curva. Pochi gradi di miglioramento possono essere ottenuti dopo diversi anni di lavoro consecutivi ed è difficile pensare ad un miracoloso raddrizzamento (Yaman, 2014). 
Di sicuro gli esercizi “specifici” per la scoliosi costituiscono un impegno monotono e poco stimolante per un giovanissimo, se a ciò aggiungiamo che i miglioramenti sono minimi appare più logico pensare che il ragazzo, con una scoliosi lieve, possa trarre maggiore beneficio fisico e psichico dalla partecipazione al proprio sport preferito. 

Che fare in questo caso?
In caso di scoliosi molto lievi/lievi (5°-20°) appare sensato tenere l’adolescente attivo impegnandolo in uno sport che possa migliorare performance muscolare e funzionalità della colonna, promuovendo la socialità ed aumentando la motivazione nel portare avanti un programma sostenibile.

Quale sport quindi?
Quello che preferisce il ragazzo. Sono da preferire sport in carico che sviluppino stabilità del tronco e che non richiedano eccessiva flessibilità della colonna (sconsigliati quindi ginnastica artistica, danza classica o….nuoto!) (Becker, 1986; Tanchev, 2000; Longworth, 2014; Zaina, 2015; Ghanem, 2019).

Ritorniamo a noi, all’allenamento dell’adulto con scoliosi.
La prima cosa che deve essere chiara è che un giovane adulto con “scoliosi strutturale non di grave entità”, dal momento che la crescita ossea è terminata, non potrà andare incontro a significativi peggioramenti della struttura della curva se non in presenza di patologie. Allo stesso modo esercizi correttivi specifici per raddrizzare la scoliosi di un adulto non avranno senso a causa degli stessi cambiamenti ormai consolidati.

Abbiamo appena parlato di “scoliosi strutturale non di grave entità”, ma cosa intendiamo di preciso?
Intendiamo scoliosi che non superano i 30° di angolo di Cobb, in pratica la quasi totalità dei soggetti che si presentano in palestra.

Togliamoci quindi dalla testa che una curva scoliotica possa magicamente migliorare in età adulta tramite miracolosi esercizi o nuovi metodi.
Non poterne migliorare la forma non significa però non poterne migliorare la funzionalità.

Un soggetto adulto potrà iniziare senza problemi gli allenamenti (dopo vedremo come), personalizzandoli per la sua condizione fisica attuale, qualora vengano soddisfatti questi due aspetti:
1. scoliosi con angolo di Cobb <30°
2. nessun dolore/dolori saltuari di lieve entità dovuti a posture prolungate o lavoro sedentario.

Se entrambe le condizioni coesistono ci sarà da lavorare soprattutto sulla “testa” del nostro soggetto.
Molto spesso infatti le persone che da adulte si presentano in palestra dichiarando una problematica di scoliosi sono soggetti che sin dall’adolescenza hanno vissuto la loro condizione come qualcosa di limitante, una sensazione di fragilità eccessiva a causa anche delle false credenze inculcategli da alcuni professionisti sanitari sull’utilizzo dei sovraccarichi.

Ricordiamo che qualsiasi cosa può far bene e può far male, dipende sempre da come utilizziamo i mezzi che abbiamo a disposizione.

L’attività in palestra non solo non è sconsigliata ma se ben approcciata è un toccasana per la funzionalità e resistenza della colonna (senza promettere raddrizzamenti impossibili).

Come lavorare in palestra?

Possiamo fare i tanto temuti Squat e Stacchi da terra nonostante la presenza di lieve scoliosi (<30°)?

In presenza di scoliosi non esistono controindicazioni assolute all’esecuzione di alcun esercizio. Ogni caso deve essere valutato soggettivamente ma non è ad oggi possibile dire che esiste un esercizio o un gruppo di esercizi che non vada eseguito a prescindere.


Se pensiamo ad una colonna vertebrale scoliotica possiamo facilmente immaginare che un carico assiale (perpendicolare ai piatti vertebrali) determinerà una compressione della colonna e di conseguenza della curva.


Sia nello squat, nello stacco ma anche nel salto vi è la produzione di una forza di taglio che grava sulla curva scoliotica, un momento che va nella direzione di un aumento della curva (>convessità da un lato e >concavità dall’altro). Quindi più la scoliosi sarà grave più questa tipologia di forza potrà potenzialmente andare ad agire sui miei aspetti disfunzionali, stressando le strutture.

Quando inserire quindi questi esercizi?

Come abbiamo detto in precedenza, soggetti con scoliosi lievi (10°, 20°, comunque al di sotto di 30°) e senza dorsalgia e lombalgia cronica avranno il via libera per eseguire qualsiasi tipo di esercizio.
Fondamentale sarà invece il concetto di gradualità dello stimolo in termini di volume e carico. Se si esagera e non si rispetta il tempo per migliorare la tolleranza al carico si rischia il dolore a prescindere dalla scoliosi.
Quindi chiudiamo qui la discussione per quanto riguarda la maggioranza dei soggetti che vogliono allenarsi con la scoliosi.
Allenatevi!
Una scoliosi di questo tipo su soggetti giovani, adulti e sani non deve creare paure o timori. Se ci si allena con la testa e rispettando i giusti tempi di adattamento e carico non ci sarà bisogno di chissà quale protocollo posturale adattato per situazioni ormai consolidate.

Cosa fare nel caso di scoliosi con angolo di Cobb più accentuato (30°) e storia clinica suscettibile per dorsalgie e lombalgie?

In questo caso il rischio non è tanto quello di peggiorare la curva quanto quello di scatenare una recidiva al dolore, rallentando l’allenamento e deprimendo psicologicamente il soggetto.
In questo senso sia squat che stacchi potranno essere eseguiti con carichi bassi e senza farli diventare i protagonisti dell’allenamento.
Dobbiamo abbandonare l’idea che un esercizio eseguito una o due volte a settimana peggiori una scoliosi in un soggetto adulto a crescita abbondantemente terminata.
Sarà più probabile risvegliare i dolori e i fastidi nel caso in cui l’allenamento non sia ben bilanciato e calibrato in volume ed intensità.
Bisognerà sempre, per questo motivo, rispettare la gradualità del carico, rivolgendosi a personale qualificato che sappia stilare un programma allenante con una progressione adeguata.

Esistono poi esercizi posturali utili a rendere la colonna scoliotica ancora più forte. Esercizi che avranno lo scopo di migliorare la mobilità, la performance muscolare, la consapevolezza corporea, il lavoro sulle disfunzioni associate.
Sarà da qui che si attingerà per costruire un programma di esercizi mirato a migliorare la postura e la funzionalità in presenza di scoliosi strutturate negli adulti.

Perché ricordiamo che un soggetto con scoliosi ma con una colonna resistente e allenata avrà meno probabilità di sviluppare lombalgie e dorsalgie rispetto al sedentario inattivo da una vita e con la schiena dritta.

 

BIBLIOGRAFIA 

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